Archivio per la categoria ‘Il fantasy e i suoi mondi’

Con la presente si comunica a tutti l’apertura di un nuovo Gdr On-line:

Jade Master

Cos’è il gioco di ruolo?

il Gioco di ruolo è un’attività ludica che permette al giocatore di creare e in seguito giocare un personaggio con un proprio carattere, aspetto, abilità o ambizioni.

Di solito questi personaggi si muovono in mondi fantastici e nei casi dei play by chat(giocati attraverso chat) l’attività ludica diventa non altro che un modo per mettere in campo abilità tipiche dei migliori laboratori di scrittura creativa. E’ un tipo di gioco che stimola la fantasia e la voglia di scrivere, di creare attraverso le parole storie e mondi che in altro modo non sarebbero potuti esistere.

Jade Master in particolare si ambienta in un mondo-foresta dove l’uomo e le altre razze che lo abitano sono in costante lotta per la sopravvivenza contro la natura che proterva tenta sempre di avere il sopravvento.

Vieni a scoprire questo gioco e crea il tuo personaggio!

Sii anche tu quello che vuoi!

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E’ con  immenso piacere, che vi segnalo l’uscita ufficiale della mia prima fatica letteraria, prima opera della Serie – Storie dalle isole di Nihon -.

Il libro edito da Nulla Die Edizioni è un’introduzione al meraviglioso mondo di Len. La prima testimonianza, la prima esperienza di vita in quel mondo.

E che esperienza…

Qui sotto trovate il link al sito ufficiale della casa editrice dove potrete leggere la quarta di copertina.

Gabriele Tomaselli, La leggenda dell’ultimo tengu.

Il libro essendo la mia prima opera è volutamente da me considerata, l’esordio, l’introduzione, l’inizio di una serie di grandi avventure e come tale si presta ad essere non altro che un semplice assaggio della gloria e della maestosità di quei mondi. E’ stato il mio modo di perdermi, di evadere nell’avventura di un sogno, seppur fugace.

E’ stata un’idea, il desiderio di fare qualcosa e farlo nel migliore dei modi. So di avere ancora molto da migliorare, ma personalmente, essendo giunto a pubblicare senza contributo, considero questa prima tappa ‘la mia prima vittoria’ e ne gioisco con chi mi è stato vicino.

Accetterò volentieri critiche, pensieri, sogni e commenti anche quelli malevoli e volutamente cattivi, come quelli sinceri e costruttivi.

Chiunque fosse interessato all’acquisto può richiedere direttamente a me il libro tramite questo blog, lasciando un commento o mandandomi un messaggio alla mia mail: gabrieletomaselli@ymail.com.

Resto in attesa di voi, amici, dei vostri commenti nella gioiosa attesa di poter vedere altri aspiranti scrttori in erbe, come me, iniziare il lungo cammino che ha avuto inizio nei vostri sogni.

Un Caro Saluto,

Gabriele Tomaselli

 

 

Secondo libro nella nostra “Vetrina Esordienti” sarà un romanzo di fantascienza autoeditato e uscito nel 2001 a solo mezzo web. Chi lo desidera può leggerlo gratuitamente al seguente indirizzo:

http://katyasannalechantdelange.blogspot.it/

La trilogia (Romanzo + due raccolte di racconti) ha girato per diversi anni sul web sempre gratis ed è stato presentato da “Il baco del millennio” di Radio Rai.

Il romanzo prende profonda ispirazione dall’angeologia ebraica tanto che i nomi dei principi protagonisti si rifanno a quelli degli angeli tradizionali(Gabriel, Raphael, Michael, Uriel, ecc.), mentre la figura di Xantyan(l’antagonista) somiglia molto a quella di Lucifero.

Tutto inizia proprio quando Xantyan viene cacciato, creando un regno suo. Subito tra il vecchio regno e il nuovo regno di Xantyan si crea qualche tensione, senza che però questo porti da subito a una guerra. All’inizio anzi i due regni permettono che i loro sudditi decidano se andar via o fare ritorno in tutta libertà.

Nel frattempo la figura di una nuova principessa, Alice, si delinea tra le altre fino a diventare la protagonista del racconto stesso. Essa viene affidata alle cure dei rispettivi “principi” prima Gabriel, poi Michael e così via dicendo per seguire un addestramento che le donerà doti strabilianti e grande prontezza fisica. L’addestramento che la ragazza segue ha lo scopo di migliorare le sue arti in generale: belliche, lavorative, mediche e pare fosse una pratica in uso tra i vari clan, di cui i principi costituivano la più elevata condizione sociale.

Il suo bellissimo rapporto con Gabriel, suo mentore, viene leggermente minato dal ritorno di Hal, una creatura amica di Alice che aveva deciso di partire quando il neonato regno di Xantian era sorto. La loro amicizia darà presto vita ad un matrimonio e questo creerà sentimenti contrastanti sia in Gabriel che in Alice, i quali continueranno a tenere nascosto il loro amore ma a coltivarlo dentro di se.

Tutta la storia continua a svilupparsi intorno ad Alice e al suo matrimonio finchè tutto non viene stravolto da un attacco improvviso di Xantyan. I re, i principi e gran parte del popolo sono costretti a fugire alla ricerca di nuovi pianeti e Alice viene mandata in esplorazione nell’universo. Tutto volgerà ad un epilogo quando Alice, un volta giunta sulla terra, non vi resterà fino all’incontro prima dello stesso Hal (che aveva perso la memoria) e poi di Xantyan.

Devo dire che il libro, piacevole nella scrittura e con una trama che segue un filo logico ben delineato, si “rompe” in alcuni punti. Esempi ne sono il fatto che Gabriel va a visitare i pianeti di xantyan proprio in un periodo postumo alla guerra. Lo scontro tra Alice e Xantyan pure sembra poco dettagliato e non suscita particolari emozioni ad una prima lettura. La razza aliena è inoltre stranamente identica a quella umana, ma solo molto più evoluta in campo tecnologico.

Confesso (ma è solo un parere personale) che mi sarebbe piaciuto (forse per quel piacere di spaziare oltre i limiti del reale) che gli alieni fossero molto diversi, che presentassero un’anatomia nuova e tutta da scoprire e per questo diventassero oggetto della mia più profonda ammirazione.

Comunque, queste, sono scelte che si mettono sù all’atto di creazione del romanzo e che riguardo solo l’idea che lo scrittore si è fatto del romanzo che vuole creare. Probabilmente la scrittrice in questo caso, viveva la cosa in modo così “umano” anche attraverso i dipinti e le canzoni da non riuscire a scinderla dalla pura raffigurazione umanistica della sua storia.

Per quel che riguarda i refusi, però, c’è da dire che il testo nè è pieno, il che denota  la mancanza di una revisione accurata del testo. I refusi in sè stessi non alterano la lettura ma la loro numerosa presenza fa comunque dubitare che sia stato seguito un percorso di editing professionale.

Trovo inoltre che la figura stessa degli angeli sia, alle volte, un po’ ambigua;  essi passano dallo stereotipo di angelo-eroe a quello di bambino con estrema semplicità.

Ad esempio è difficile pensare a Gabriel e Michael(prode guerriero) giocare a riconrrersi in tempo di guerra o ancora passarsi carte sotto i banchi, con il re che li rimprovera come fosse un maestro di scuola.

Tuttavia trovo che ciò sia una scelta dell’autrice la quale, come dichiarato in un’intervista sul web, ha voluto mettere un po’ di se in ognuno dei personaggi e da quel che si evince ad una prima lettura, soprattutto in Alice.

Certo è notevole pensare che l’intero romanzo è stato scritto in meno di una stagione (Primavera) in cui l’autrice era convalescente a letto, mentre l’intera trilogia è stata terminata nell’autunno dello stesso anno.

Credo che il testo avrebbe giovato di una maggiore revisione e credo inoltre che se i personaggi fossero stati meglio caratterizzati e distinti si sarebbe creato intorno ad essi un’ambientazione più accattivante.

In realtà credo che quello che sia mancato al testo, in linea di massima, sia stata la presenza di una guida, un mentore serio e professionale che preparasse il libro all’edizione definitiva. Guida o amici, come li vogliamo chiamare, che dall’alto della loro professionalità, nonostante fossero alle volte sconosciuti, ci hanno aiutato a tirare fuori il meglio che spesso sta al di là della storia stessa.

Ciò nonostante, il testo rimane piacevole, il cui punto di forza è la ricchezza dei dialoghi. La trama è ben definita e si sussegue con coerenza dando l’opportunità al lettore di sviluppare le situazioni nella sua testa e creare un’universo figurato in cui scenari e personaggi si muovono in un ambientazione che trasporta l’immaginario nel reale, in cui l’amore, anche qui come in altre storie, sarà uno dei punti cardine che accompagnerà tutta la vicenda.

E adesso maggiori info sulla scrittrice il quale è una figura artistica completa il cui interesse premiato e amore per le arti le hanno concesso di conseguire gli obiettivi descritti sotto.

In bocca al Lupo Katya!

 

KATYA SANNA
Cantante vocalista compositrice di melodie e armonie che spaziano da atmosfere elettroniche, etniche, ma anche romantiche e rarefatte. I testi dei suoi brani spesso sono ispirati da temi letterari, come la sua ricerca su fiabe, miti, leggende di tutto il mondo. Oltre a realizzare lavori solistici ha collaborato con artisti dalla cultura diversa attraversando così molti generi: colonne sonore, jazz, musica antica, heavy metal, progetti multimediali di musica arte visiva e poesia. Impegnata anche come ricamatrice e decoratrice, come pittrice e artista multimediale ha ricevuto il riconoscimento europeo ART GOLDEN CARD. Come pittrice fra le esposizioni ricordiamo: Palazzo delle Esposizioni di Roma, Red Gate Gallery di Londra, Atelier Gustave di Montparnasse Parigi (Francia), Ambasciata della Repubblica, Araba d’Egitto di Roma, Galleria Geraldes Da Silva di Porto e Casa della Cultura Santa Cruz, Madeira (Portogallo), Palacongressi di Agrigento Mostra Internazionale d’arte moderna e contemporanea, “Agrigento Arte-Segnali del Tempo”, in occasione della Biennale di Venezia 2009 “Making (our) World”nei locali della galleria Aura Art Gallery, Galleria Poliedro di Trieste, Galleria Monteoliveto di Napoli-Nizza. E’ anche autrice della trilogia fantasy “Le Chant De L’Ange” presentata su “Il baco del millennio” di Rai Radio1. Nel 2009 ha pubblicato 2 album: il cd di poesie “Impronte di Calliope”, e “Grand Tour” dove rilegge e reinterpreta brani di The Beatles, Fabrizio De Andrè, Peter Gabriel, Kate Bush, Tori Amos, David Sylvian, Joan Baez-Ennio Morricone, Faust’O, ed un omaggio a Cathy Berberian. Nel 2010 partecipa al “Rom’Art Independent Festival” con la sua performance live “L’approdo” vincendo il “Premio Alda Merini” per il suo contenuto emotivo ed evocativo per la forza espressiva e la pura capacità di associare sonorità distanti dall’abitudinarietà del presente.

Che creatura siete?

Pubblicato: 21 settembre 2012 in Il fantasy e i suoi mondi, Lettori

Lascio un nuovo veloce quickpress prima di un’interessante recensione di un libro distribuito gratuitamente sul web che pubblicherò (impegni volendo) la prossima settimana. Alla vigilia di un viaggio di 30 ore (povero me =.=”), vi lascio con questo sondaggio:

Che tipo di di creatura siete?

Se dovreste defirvi una creatura di un romanzo o racconto fantastico che creatura sareste? A chiunque vorrà rispondere prego di farlo tramite commenti e lasciare anche una piccola descrizione della creatura scelta.
Penso di sapere già quale creatura vincerà!

Un saluto. Io parto per la fredda Germania. Ci vediamo presto…spero 😦

Ammetto che quando iniziai a leggere questo romanzo pensai subito: “Vuoi vedere che dopo sette libri abbastanza maturi, il settimo diventa puramente fiabesco, perdendo quell’alone di realtà e coerenza che pure accompagna ogni fantasy rendendolo credibile?”.
Questa fu la mia prima impressione al primo capitolo, poi andando più avanti mi ricredetti.

Non che le fiabe di per se abbiano qualcosa di detestabile, anzi, solo che pensando a Narnia non posso fare a meno che pensarlo come un ciclo di libri maturo e completo che si rivolge ad un pubblico che non ha età.

Tuttavia seppur mi esprima in modo positivo per il ciclo, non posso fare lo stesso per questo ultimo libro. Il modo in cui Lewis affronta la narrazione è buona, anche se secondo me dà sempre spazio in certi passaggi a dettagli superflui che allungano la narrazione con il solo scopo di stancare il lettore(specialmente se si tratta di bambini). Fortunatamente questi passaggi sono brevi e riguardano parti di “narrato” che parlano del mondo, del modo di intraprendere i viaggi e di fare le cose.

Ho trovato la narrazione confusa ed imprecisa in qualche punto. In uno ho perfino trovato un errore “tecnico”.

Nel capitolo in cui “gli amici di Narnia” sono a tavola e parlano con re Trinian,  prima viene detto che è il re supremo a parlare(che sarebbe Peter), poi pagine dopo si fa riferimento a colui che parlava come di Edmund, il fratello maschio minore dei Pevensie.

La storia narra le vicende dell’ultimo Re di Narnia, re Trinian, accompagnato dal suo fedele unicorno.

Insieme i due decidono di intraprendere un viaggio per capire cosa stia succedendo ad Est, dove delle driadi muoiono inspiegabilmente. Tutto è frutto delle macchinazioni di uno scimmione che costringe l’amico asino ad indossare una pelle di leone conciata e ricamata a dovere dallo stesso Cambio(lo scimmione).

Il piano brillante del primate è far vestire l’asino da Aslan in modo da spacciarsi per lo stesso.

Così ha inizio un complotto con Calormen, che porterà il re e una serie di amici trovati per strada, tra cui Eustachio Scrubb e Jill Pole, protagonisti del precedente romanzo ad immergersi in un’avventura che li porterà fino alla fine del mondo di Narnia e alla nascita di un nuovo mondo chiamato “Il cuore delle cose” dove infine viene scoperta la vera natura di Aslan e una realtà scioccante eppure, forse, attesa piomberà sugli antichi “amici di Narnia” tra cui oltre ai Pevensie vi sono anche Lord Digory e la signora Polly.

Manca solo Susan. Nel libro verrà spiegato il perchè.

Al primo impatto sembra che anche qui vi sia un errore tecnico finchè non si comprende che non lo è: i fratelli pevensie, che non dovevano tornare a Narnia, non si trovano nella loro fantastica e amata terra , ma bensì in questa nuova creazione di Aslan che somiglia grandemente alla prima. Il Finale è sicuramente la parte più bella del romanzo.

Se dovessi dare un voto mi fermerei però stavolta un po’ più su della mera sufficienza e tutto grazie allo splendido finale.

Il libro acquista un grande valore nel complesso delle sette opere essendo quello di chiusura e quindi forse il più atteso.

Anche in questo finale come negli altri romanzi, l’autore esprime il suo pensiero e la sua filosofia di vita riguardo le cose spirituali.

Infatti la nuova creazione e altri passaggi sono un puri riferimenti ai fatti narrati dalla bibbia, cosa non strana essendo Lewis un credente.

Se dovessi raccomandare il libro lo farei tranquillamente, trattandosi comunque del libro di chiusura del ciclo e perchè comunque il modo in cui Lewis scrive risulta sempre piacevole.

Certo non mento se dico che da un libro di una tale levatura e successo(dato soprattutto dai film) mi sarei aspettato quel qualcosa in più che ho trovato solo in altri libri precedenti del ciclo.

 

Oggi segnalo un famoso e, da quello che ho sentito, bellissimo gdr.

Innanzitutto è doveroso spiegare cosa un gdr è: gdr( che sta per Gioco Di Ruolo) è un gioco che prende spunto dal famoso D&D cartaceo che ne è in un certo senso il progenitore. In un gioco di ruolo, la base fondamentale è la caratterizzazione e l’interazione dei personaggi.

Il gdr che vi proponiamo in questo articolo è un gdr testuale che viene giocato in un sito attraverso chat e altri tool programmativi.

Entrando nelle “Lande di Shannara” potrete scegliere tutto del vostro personaggio: sesso, razza, abilità, mestiere e poi giocarlo. Il bello di un gioco di ruolo, e soprattutto di questo, è che potete essere qualsiasi cosa voi vogliate.

Troverete migliaia di utenti intenti a giocare i loro personaggi per poter interagire con voi!

Motivo per cui senza perdermi in ulteriori chiacchiere vi segnalo una recensione fatta a puntino del gioco, qui scoprirete tutto quello che c’è da sapere!

GDR-online.com – Recensione del gdr fantasy epico Lande di Shannara.

Se avete sempre pensato di iniziare a giocare ad un gdr e non avete mai saputo dove, questo è il posto giusto:

http://www.landedishannara.com/

Quando ho deciso di aprire il blog, sapevo che i libri di C.S. Lewis, e in particolare quelli del ciclo di Narnia, sarebbero stati al centro delle attenzioni del blog.

Volevo partire con il primo libro della saga per poi arrivare all’ultimo, ma visto che quello che ho letto da poco è il sesto, che dovrebbe essere anche il prossimo in uscita nei cinema, colgo l’occasione per iniziare da questo.

Inutile dire che qui, come negli altri libri della saga Lewis, mostra il suo grande ingegno e fantasia nel creare e popolare a puntino, mondi sconosciuti e fantastici, mondi che non avremmo mai pensato potessero esistere.

La sedia d’argento narra il ritorno di Eustachio Scrubb, cugino dei più famosi fratelli Pevensie, nel mondo di Narnia.

Stavolta ad accompagnarlo è una compagna di liceo continuamente perseguitata dai bulli di turno.

I due ragazzi si avventurano nel mondo di Narnia, quando Eustachio gliene parla per consolarla e qui incontrano nientemeno che Aslan in persona.
Eustachio cade da un burrone, ma Aslan lo salva e dopo aver fatto ciò lascia dei segni alla giovane Jill, i quali la aiuteranno a compiere la sua missione e ritrovare il principe Rilian, figlio di Caspian che da più di dieci anni è scomparso dal regno.

Sarà così che attraversando meravigliosi e oscuri mondi sotterranei e soggiornando nella terra dei Giganti gentili del Nord i ragazzi, accompagnati da una strana creatura chiamata Pozzanghera, si metteranno alla ricerca del principe scomparso rischiando perfino di morire nel tentativo di ritrovarlo.

La cosa che mi colpisce sempre di questo scrittore è l’innata fantasia con cui progetta e realizza i suoi mondi.

La Cronache di Narnia viene presentata dallo stesso autore come una favola fantastica per bambini, ma vista la lunghezza dei libri, l’accuratezza dei dettagli e il ritmo lento, ma incalzante, i libri, ad oggi, non sono affatto adatti alla lettura per i più piccoli.

Si collocano invece molto meglio, al di sopra, dei tanti testi fantastici che in questo tempo dilagano e fanno successo un po’ ovunque.

Lo stile è coinvolgente, forse unica pecca dello scrittore, visto che si parla tanto più di libri scritti per l’infanzia è il perdersi un po’ troppo nei dettagli, alle volte avvincenti, alle volte superflui. Lo stile è contornato da un’atmosfera sognante e fanciullesca.

Il tutto però è diretto con grande maestria e i personaggi li si può anche sentire respirare (per modo di dire).

Si tratta di un film che non sarà facile ricreare al cinema, rimanendo fedeli al testo originale proprio per la vastità fantasiosa del contenuto del libro.

Un’ennesima prova di come lo scrittore, essendo anche un esimio professore di inglese medievale e rinascimentale, avesse piena padronanza dei testi e del linguaggio usato.